24 gennaio 2012

Dopo Megaupload la paura: molti siti di file sharing si autocensurano

di Andrea Spampinato

megaupload

Filesonic, uno dei maggiori archivi di film e musica, decide di bloccare la condivisione di materiale tra gli utenti

La corsa a trovare nuove piattaforme per scaricare film e musica dopo la chiusura di Megaupload hanno iniziato a far tremare le gambe a molti altri siti di file sharing.

I milioni di utilizzatori del servizio di storage (che oltre a documenti privati conteneva anche film, canzoni, giornali, videogame e molti altri materiali protetti da copyright) stavano già adoperandosi per trovare nuovi siti dal quale scaricare o vedere in streaming i propri film preferiti senza spendere un centesimo.

Molti siti erano già pronti ad ospitare tutti gli “orfani” di Megaupload.

Ma da poche ore anche Filesonic, altro gigante che permette agli utenti di caricare e condividere file sui propri server, ha sospeso il servizio di file sharing, temendo un effetto valanga dell’iniziativa presa dal Dipartimento di Giustizia americano.

Le funzioni di download di Filesonic sono state disattivate: questa è la frase inserita in bella vista sulla homepage del sito, che prosegue con il messaggio “il servizio è utilizzabile solo per scaricare file caricati dalla stessa persona”.

Il sito, che secondo i dati Alexa, è al 166esimo posto per mole di traffico (Megaupload era al 72esimo) aveva, a dicembre, stretto un accordo con una società specializzata in analisi di contenuti compressi per verificare la legalità e, in caso rimuovere i file.

Il timore che l’inchiesta aperta dal Dipartimento di Giustizia possa allargarsi a macchia d’olio potrebbe convincere altri siti di seguire l’esempio di Filesonic.com.

Anche VideoBB.com, che propone lo stesso meccanismo di Megavideo ha deciso nelle ultime ore di bloccare per l’accesso ai propri file in modo da avviare una serie di controlli sui propri file e rimuovere se necessario quelli protetti da copyright.

Ma la paura non riguarda solo le società: in Francia in un anno dall’introduzione della discussa Hadopi, la legge che prevede due avvertimenti scritti per chi viene pizzicato a scaricare materiale piratato, prima del terzo che equivale alla sconnessione forzata da internet, sono stati inviati 736mila “primi avvertimenti”, 62mila “secondi avvertimenti” ed effettuate 165 disconnessioni.

Numeri che mostrerebbero un certo effetto dissuasivo sugli utenti e sarebbero da collegare a quelli emersi da una ricerca condotta dalla Federazione internazionale dell’Industria Fonografica di cui si parla in rete, e secondo cui nello stesso periodo di tempo l’acquisto di canzoni su iTunes sarebbe aumentato del 22,5%.

Fonte: Repubblica.it

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