
L’ultimo è quello del
presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che
propone una raccolta di firme online per far sì che lo Stato italiano «riconosca l'
accesso a Internet grazie alla banda larga come
servizio universale, poiché esserne esclusi significa vivere una nuova forma di disuguaglianza che penalizza, oltre ai cittadini, anche le aziende».
L’iniziativa, come spiega Zingaretti, nasce in seguito alla decisione di congelare una buona parte dei fondi del
Piano Romani, che prevede
l’acceso alla banda larga a tutti i cittadini italiani entro il 2012. Nella speranza che la richiesta arrivi in Parlamento, dall’11 novembre è disponibile l’appello del presidente sul sito
www.provincia.roma.it.
Le motivazioni che hanno spinto il governo a prendere tale decisione, poco valide secondo il
Responsabile Comunicazione del Partito Democratico Paolo Gentiloni, sono connesse con l’attuale
momento di crisi, che dovrebbe piuttosto essere un buon momento per investire nell’ampliamento della banda larga
generando occupazione, contribuendo al
rilancio dell’economia e garantendo un
risparmio di denaro pubblico.
Come afferma il
presidente dell' Autorità per le Comunicazioni Corrado Calabrò, infatti, «quella della banda larga è
un'infrastruttura portante per il sistema Paese: l'investimento avrebbe, dunque, un ritorno formidabile sul reddito. Non investire sulla banda larga non sarebbe un risparmio, ma una
misura antieconomica».